Il tempo

La Persistenza della Memoria

“La persistenza della memoria”, di Salvador Dalí (Museum of Modern Art di New York, 1932)

In questi giorni mi è capitato di meditare (oddio “meditare”, che parola grossa!) sul concetto di tempo. Ho già provato in passato a scrivere qualcosa in merito ma devo dire che non ha riscosso molto successo. Sarà sicuramente colpa della mia inesperienza – a Napoli direbbero che “mi spiego come un libro stracciato” – ma Vostro Onore, il problema dipende anche dalla complessità dell’argomento.

Non è mica facile parlare del tempo! La nostra vita è troppo legata a questo concetto e di conseguenza analizzarlo non è cosa da poco. Comunque, io ci ho provato sotto alcuni punti di vista.

Il tempo come misura di saggezza

– Quanti anni hai?
– Ho 23 anni.

È così che si svolgerebbe una conversazione standard secondo il protocollo adottato da due perfetti sconosciuti: acquisire informazioni dall’altro per sapere come comportarsi e regolarsi di conseguenza. Il tempo, però, ha un significato più profondo: consente a chiunque di rendersi conto di quanto sia saggia una persona.

La saggezza si misura in anni?

Non si può pretendere che un bambino di 8 anni capisca certi discorsi incentrati sul lavoro o sull’amore ma si suppone che, superata la soglia dei 20 anni, un qualsiasi adulto riesca a distinguere il bene dal male (si suppone, appunto). È molto semplice: la saggezza si acquisisce sulla base delle esperienze e si presume che chi ha vissuto tanto abbia un bagaglio pieno di esperienze da tramandare ai più giovani.

È chiaro che questa non è una regola generale: chi ha vissuto intensamente i suoi anni può dire di essere più saggio di un uomo che ha passato la sua vita nel suo ufficio o nel suo appartamento di periferia. Ma l’età – quindi il tempo – consente comunque di farsi una vaga idea su chi si ha difronte.

Sono in ritardo!

“Dannazione sono in ritardo!”
— Doc Brown in Ritorno al Futuro

Personalmente, ho detto fin troppe volte questa frase. C’è chi maledice il tempo: senza di esso, non ci sarebbero ritardi e la gente non si lamenterebbe. Tuttavia, non ci sarebbero nemmeno appuntamenti ma capiterebbe solo di incontrarsi casualmente. Ma la probabilità che due passanti si incontrino casualmente è pressoché nulla. Quindi, a meno di non aspettare tutto il tempo in un determinato luogo, non si potrebbero vedere amici, parenti, conoscenti: e quindi ci sarebbero altre cose di cui lamentarsi.

Meglio lasciare le cose come stanno e smettere di lamentarsi dei ritardatari: “Meglio tardi che mai”, recita il detto popolare. Il tempo speso insieme è la cosa più importante, soprattutto negli appuntamenti.

Il tempo libero

Ho visto persone lamentarsi perché hanno pochissimo tempo libero: chi deve lavorare tutto il giorno non ha tempo per rilassarsi e quindi non ha tempo libero da dedicare a se stesso. Risultato: stress.

Ho visto persone lamentarsi perché hanno troppo tempo libero: dopo i primi momenti di libertà tanto agognata, il tempo libero smette di essere una risorsa (forse perché non è più in grado di produrre ricchezza di nessun tipo) e sembra essere non limitato. Ci si lamenta quindi di stare troppo tempo con le mani in mano o addirittura di non avere nulla da fare. Risultato: stress.

Insomma, il tempo stressa?

Sembra quasi che il tempo sia fonte di stress in ogni caso. Ma in tutta sincerità, senza tempo ci sarebbero nuove cose di cui lamentarsi e per le quali stressarsi, anzi forse ce ne sarebbero molte di più: non si saprebbe quando passa l’autobus, ad esempio. (Per la cronaca, se di solito prendete il bus numero 191 dell’ANM potreste testimoniare contro ciò che state leggendo in questo post a favore del tempo. Dopo 50 minuti di attesa anche Giobbe imprecherebbe, quindi non può essere una valida antitesi!)

Il tempo è una risorsa

Sono l’ultima persona su questo pianeta che può dire (anzi scrivere) una cosa del genere ma più vado avanti e più mi accorgo che il tempo è comunque una risorsa. Ha tutte le caratteristiche per esserlo: è limitata e può produrre ricchezza, a prescindere dall’aria contenuta nel vostro portafoglio.

E cosa si fa con le risorse? Bisogna limitarne gli sprechi. Se siete soliti chiudere il rubinetto quando non utilizzate l’acqua, così potete evitare sprechi di tempo di qualsiasi genere. Solo che non è così semplice individuare gli sprechi! È qualcosa di talmente personale che ognuno di noi ha una definizione valida per descrivere lo spreco di tempo.

Qualunque sia la vostra, cercate di evitare le attività inutili e vivete al meglio il vostro tempo.

E quando ci riuscite, fatemi sapere come fare. Si accettano buoni consigli in proposito! :)

PS: se questo post vi sembra senza testa né coda è sicuramente colpa mia… troppe idee e poca capacità di sunto. Vabbè, fate finta che sia un capitone: provate a capire qual è la testa e qual è la coda e se proprio non riuscite a capirlo, lasciatelo scivolare via: anche i capitoni hanno diritto al tempo libero, no? ;)

One Comment

  1. è bellissimo….è scritto troppo bene… e il paragone col capitone è geniale!!! sei una sorpresa continua, fratellino…!
    Ps: avrei parlato anche del tempo al passato…il tempo serve a creare i ricordi…se non esistesse il tempo si vivrebbe il singolo istante, che di volta in volta annullerebbe il precedente…per cui niente ricordi!…e i ricordi sono fondamentali nella vita di un individuo, non credi??

    Rispondi

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