Miti e leggende della Linea 2

Stamattina, come ormai quasi ogni mattina dal 2007, prendendo la Linea 2 della metropolitana di Napoli mi sono resoconto di quanto fossi ingenuo durante il mio primo viaggio in metro. Non avevo idea delle fantastiche figure mitologiche che mi sarei trovato davanti. Altro che Tèseo e il Minotauro: Spicc’ è la vera leggenda!

Spicc’, lo sponsor della birra Peroni

Se siete assidui frequentatori della Linea 2 di Trenitalia, non potete non conoscere Spicc’.

Per chi non lo sapesse, Spicc’ è uno dei tanti vagabondi di colore che chiedono l’elemosina sulla metropolitana di Napoli. Ma non è solo un vagabondo come tanti: lui è LA LEGGENDA. Nessuno sa da dove viene e pochi sanno dove sia il suo nascondiglio al crepuscolo perché Spicc’ appare nella metro solo di giorno.

Se avesse una regolare Carta d’Identità, alla voce Segni particolari ci sarebbe scritto “Peroni”. Quasi sempre, quando non è ubriaco, Spicc’ si trascina una busta contenente almeno 3 bottiglie vuote di birra Peroni. Per un attimo mi è balenata l’idea che fosse stato piazzato da Trenitalia per sponsorizzare la Peroni. Certo la puzza d’alcool non aiuta l’incremento delle vendite…

Spicc’ non fa altro che camminare per i vagoni della Metro 2 a chiedere l’elemosina ai passeggeri in un modo molto originale:

– ‘O spicc’… ‘O spicc’…

Di solito Spicc’ è molto calmo ma una volta mi è capitato di vederlo nervoso… molto nervoso. Più o meno un anno fa, dopo l’ennesimo rifiuto, ho visto Spicc’ arrabbiarsi di brutto e lanciare una bottiglia di birra (suo tesoro inestimabile) contro i binari di Piazza Cavour, rischiando di ferire qualche viaggiatore fermo sulla banchina.

Ho capito che nemmeno la Polfer può fare i conti con Spicc’ quando ho inavvertitamente ascoltato la chiamata del capotreno alla Polizia Ferroviaria: nemmeno le autorità conoscono il vero nome di Spicc’ e si limitano a chiamarlo così… come tutti del resto.

La banda del contrabbasso

“Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla.”
—  Antonello Venditti, Notte prima degli esami

Se Antonello Venditti fosse nato a Napoli avrebbe sicuramente dedicato la sua canzone ad un gruppo di mendicanti rumeni che qualche volta appaiono nella linea 2 di Napoli per chiedere l’elemosina. La band è composta da due chitarristi, un percussionista (armato di tamburello) e nientepopodimeno che un coraggioso contrabbassista.

Non è un errore di battitura: è proprio un tizio che prende il suo bel contrabbasso, se lo carica in spalla e sale sulle metropolitane dalla stazione di Mergellina fino a Montesanto.

Molto spesso, mi è balenata l’idea di regalargli qualche spicciolo solo per il coraggio di trasportare un contrabbasso su e giù sui fantastici e comodissimi treni delle Ferrovie dello Stato. Tuttavia, è basta la voce del gruppo a farmi cambiare idea: “avesse ‘ngarrato una nota!” direbbero i bolzanini. Soprattutto, sono simpaticissimi lamenti greci (si sa che in tempi di crisi i Greci si lamentano eccome, ndr) quando la banda del contrabbasso si cimenta nel cantare canzoni napoletane. Soluzione: un bel lettore mp3 possibilmente con cuffie in-ear in modo da avere la sensazione che il gruppetto stia suonando la vostra musica pop/jazz.

Il signore dei foglietti

Ultima figura mitologica nella Linea 2 di Napoli, ma non meno importante delle altre, è Mr. Foglietto. Di aspetto abbastanza curato (la somiglianza con Walter Bishop di Fringe è impressionante!), il signore dei foglietti si aggira in metro passando per tutti i vagoni attuando un sistema di riscossione delle offerte che un baffo all’offertorio ecclesiastico: invece di lamentarsi della sua vita e della sua situazione di vagabondo, come farebbe ogni rispettoso mendicante della Linea 2, consegna un foglietto ad ogni persona con su scritti i motivi per i quali una persona dovrebbe fargli la carità. Dopo averli distribuiti a tutti, comincia la passata per riprendersi fogliettini e denaro. Un sistema davvero ingegnoso perché fa risparmiare voce e tempo: e si sa, il tempo è denaro anche per coloro impegnati nel business della carità metropolitana.

2 Comments

    1. Beh c’è sicuramente qualcuno che l’aiuta (per fortuna): si copre con abiti sempre diversi e c’è anche qualcuno che lo lava e che gli taglia i capelli… poverino…

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